A cura di Francesco Brunello Zanitti.

Il centro di Nizamabad

Durante il mese di maggio 2010 ho assaporato la personale e concreta conoscenza diretta dell’India. E’ stata un’esperienza molto particolare, bellissima e indimenticabile, durante la quale ho avuto l’individuale conferma di quanto già altre persone avevano provato, passando qualche mese in India.
La particolarità della mia esperienza deriva anche dal motivo per cui sono andato in India. Sono stato, infatti, invitato a un matrimonio di un mio amico indiano che vive e lavora in Italia da anni. Ho passato un mese nella cittadina natale del mio amico, Nizamabad, visitando diversi villaggi e città della zona, nonché la vicina e più conosciuta Hyderabad, capitale dell’Andhra Pradesh. Ho avuto l’occasione di visitare parte del Telangana, area famosa per le recenti rivendicazioni di autonomia dall’Andhra Pradesh per la costituzione di un nuovo Stato all’interno dell’Unione Indiana. E’ stato un mese intenso, appassionante, indimenticabile e ricco di scoperte e conoscenze che mi sono portato dietro una volta tornato in Italia.

Il distretto di Nizamabad. Brevi cenni storici ed economici

La città di Nizamabad, capoluogo dell’omonimo distretto, si trova a 171 km da Hyderabad. Sono arrivato nella cittadina nel mese di maggio, secondo la tradizione, mese propizio per i matrimoni indù, ma decisamente sconsigliato dalle agenzie turistiche per intraprendere un viaggio, vista la calura del posto durante il periodo. La temperatura raggiunse in certe giornate 49 gradi, fortunatamente il caldo era secco, dunque maggiormente sopportabile.
Il nome della città nella quale ho passato la maggior parte delle giornate non è sempre stato Nizamabad. Nel passato era, infatti, conosciuta come Induru e Indrapuri. La radice Indra è legata al re Indra Vallabha Panthya Varsha Indra Som, della dinastia Rashtrakuta, il cui regno dominò parte dell’India centrale e meridionale tra l’VIII e il X secolo d.C.
Il nome attuale della città ricorda, invece, la passata dominazione musulmana dell’area, iniziata nel corso del XIV secolo, con l’invasione da parte del sultano di Delhi del regno guidato dalla dinastia indù di lingua telugu dei Kakatiya. L’area settentrionale dell’attuale Andhra Pradesh ha successivamente conosciuto la dominazione di diverse dinastie musulmane, le quali hanno avuto tra XIV e XVII secolo numerosi scontri militari con l’impero indù di Vijayanagara, comprendente anche le parti meridionali dell’attuale Andhra Pradesh. I diversi regni musulmani che si sono susseguiti tra XIV e XVII secolo sono il sultanato di Bahmani, primo grande Stato musulmano dell’India meridionale; i cinque sultanati del Deccan, con l’area di Nizamabad e Hyderabad governata dalla dinastia Qutb Shahi dello Stato di Golconda; infine, l’impero Moghul, il quale conquistò definitivamente l’intera area corrispondente grosso modo all’attuale Andhra Pradesh nel 1686. La radice Nizam nel nome della città è collegata ai signori musulmani regnanti sui territori del Deccan e sullo Stato di Hyderabad durante l’impero Moghul. Il regno dominato dai Nizam di Hyderabad, appartenenti alla dinastia degli Asaf Jah, si estendeva nei territori settentrionali dell’attuale Andhra Pradesh e in parte del Maharashtra e del Karnataka. Fino all’inizio del XVIII secolo i Nizam di Hyderabad guidavano uno Stato con ampia autonomia all’interno dell’impero Moghul. Morto l’imperatore Aurangzeb nel 1707, lo Stato di Hyderabad acquistò via via sempre più autonomia, diventando di fatto indipendente nel 1737. Durante il successivo periodo coloniale inglese, lo Stato mantenne una sostanziale autonomia, diventando un Principato autonomo, ma gli affari interni e la difesa del territorio erano strettamente controllati dagli inglesi.
La presenza musulmana è ancora molto significativa in città, riscontrabile dalla presenza di diverse moschee, dalle melodiose chiamate dei muezzin alla preghiera del venerdì, nonché dai tipici abiti musulmani degli uomini e delle donne di Nizamabad. Passeggiando per le vie della città, si possono notare diverse donne con il tradizionale niqab, il tipico abito islamico femminile che lascia scoperti solamente gli occhi.
Parlando con diversi abitanti della città, sembra che Nizamabad non sia attraversata dal fanatismo religioso; tutte le comunità praticanti differenti fedi vivono con tranquillità al suo interno. Oltre ai musulmani, e naturalmente agli indù, sono presenti minoranze sikh e cristiane. Significativa è anche l’influenza buddista nell’intera regione. Alcuni villaggi attorno alla città presentano diverse confessioni religiose al loro interno, simbolo di tolleranza e di quel miracolo, dal punto di vista religioso, che in ogni caso rappresenta l’India, il terzo Stato per numero di musulmani al mondo. A questo proposito è stato bello notare come in ogni piazza principale di ogni singolo villaggio dell’area, anche minuscolo, sia presente la statua del Mahatma Gandhi, promotore dell’indipendenza dell’India, ma soprattutto dell’ideale di tolleranza religiosa, messaggio-simbolo del miracolo indiano.
La città di Nizamabad è un centro di poco più di 350 mila abitanti e non è una città turistica. Situata nell’altopiano del Deccan e ad ovest rispetto alla catena montuosa dei Ghat orientali, l’area presenta ancora molti tratti di estrema povertà, nonostante si possano notare zone della città e del distretto in cui è riscontrabile un discreto sviluppo. Malgrado a partire dagli anni ’90 sia gradualmente aumentata e migliorata l’offerta educativa, non vi è ancora sufficiente lavoro per i numerosi giovani, sia maschi che femmine, con un’istruzione di buon livello. La disoccupazione in generale, ma soprattutto giovanile, è ancora molto forte. Molti lavoratori sono attirati dalla vicina Hyderabad, metropoli in forte crescita economica, dove il settore informatico, la biotecnologia e l’industria farmaceutica hanno avuto recentemente uno sviluppo considerevole con successi nel campo della ricerca riconosciuti a livello internazionale. Gli investimenti stranieri nel campo del settore informatico, in particolar modo americani, sono sempre più cospicui. La città possiede anche un’importantissima industria cinematografica, sempre più in crescita, denominata Tollywood, importante concorrente del cinema bollywoodiano e delle altre proposte dell’India meridionale.
L’emigrazione verso l’estero è molto forte. Ho incontrato diversi trentenni e quarantenni con già alle spalle lunghe esperienze lavorative all’estero. Le prime scelte per la ricerca di un lavoro fuori dall’India sono rappresentate dagli Emirati Arabi Uniti e dall’Arabia Saudita, successivamente arrivano il Medio Oriente e poi l’Europa.
Il distretto di Nizamabad si trova nella parte settentrionale dell’Andhra Pradesh, regione denominata Telangana, da anni al centro di tensioni e istanze autonomistiche e di separazione dal resto dell’Andhra Pradesh. L’area con capoluogo Nizamabad confina a nord con il distretto di Adilabad, ad est con quello di Karimnagar, a sud con Medak, mentre a ovest c’è lo Stato di Maharashtra. Il distretto è attraversato da due fiumi principali, Godavari e Krishna, completamente secchi durante il periodo estivo.
L’agricoltura rappresenta il settore base dell’economia locale. Un terzo del PIL dell’Andhra Pradesh è sostenuto dall’agricoltura, settore che supporta economicamente più di due terzi della popolazione rurale. L’agricoltura locale si concentra maggiormente sulla produzione di riso, tabacco, arachidi, peperoncini, curcuma, cotone, zucchero, iuta, legumi ed olio vegetale.
La siccità, viste le condizioni climatiche, è annualmente il maggior freno alla produzione agricola dell’area. L’ultima stagione delle piogge sembra aver scaricato una quantità d’acqua che non si vedeva da anni, tanto da far tirare un sospiro di sollievo ai numerosi contadini della zona in vista del raccolto del nuovo anno.
L’acqua è naturalmente un bene prezioso, il quale acquista un ruolo ancora più importante in queste terre, dove si sente molto spesso la sua mancanza. Secondo il rapporto della Planning Commission (http://planningcommission.nic.in/reports/sereport/ser/std_pattrnAP.pdf), ente governativo di Delhi avente come fine il miglioramento delle condizioni socio-economiche delle aree disagiate del paese, a partire dall’indipendenza dell’India le zone del Telangana e in generale dell’Andhra Pradesh hanno visto calare di decennio in decennio le riserve d’acqua presenti nelle cisterne, mentre nello stesso periodo si andavano perfezionando e migliorando i sistemi d’irrigazione e di costruzione di pozzi nell’intera India. La percentuale di terra irrigata è aumentata del 20% rispetto al periodo post-indipendenza, grazie alle nuove moderne tecniche di irrigazione, ma, in ogni caso, i terreni adibiti alla produzione alimentare sono maggiori nelle aree costiere dell’Andhra Pradesh rispetto al Telangana. Inoltre, a causa dell’avvento della commercializzazione dei prodotti nel settore agricolo indiano, nell’area di Nizamabad sono aumentate le zone agricole destinate alla produzione di colture non alimentari.
Numerosi sono stati i progetti governativi per un miglioramento dell’irrigazione dei campi, rimasti dei disegni teorici mai concretamente realizzati. I motivi di tali ritardi e fallimenti sono da addebitare alla mancanza di finanziamenti e di liberalizzazioni da parte del governo centrale, alle dispute tra diversi Stati sulle risorse idriche e alle conflittualità esistenti all’interno dei singoli Stati, come è il caso dell’Andhra Pradesh con la questione Telangana ancora irrisolta. Allo stesso modo, a causa delle diverse prospettive dei singoli governi al potere a riguardo dei programmi d’irrigazione e dello sviluppo dell’agricoltura, nel corso degli anni le potenzialità del settore primario e in particolar modo il valore delle cisterne d’acqua sono decisamente peggiorati. Un’ulteriore questione che ha generato gravi conseguenze è stata l’introduzione del sistema di massiccia distribuzione pubblica di incentivi alla produzione di riso nel corso degli anni ’80, quando al potere ad Hyderabad c’era il Telugu Desam Party (TDP). Vi era l’assicurazione di un deciso supporto pubblico all’incremento degli ettari adibiti a risaie e la promessa del mantenimento dello stesso prezzo per la vendita del riso. Questa politica ha beneficiato decisamente i grandi coltivatori della zona costiera dell’Andhra, ma in conseguenza di ciò, i contadini delle zone asciutte del Telangana e del Rayalaseema commutarono le loro produzioni agricole di base, passando nella maggior parte dei casi dalla produzione di cereali alle risaie. Grazie all’aiuto dei nuovi sistemi di irrigazione, dei moderni canali e pozzi, un significativo numero di terre vennero convertite in risaie, avendo avuto i contadini l’assicurazione governativa di risultati minimi e guadagni garantiti rispetto alle precedenti coltivazioni. La furiosa competizione tra grandi, medi e piccoli contadini per la produzione di riso ha comportato la costruzione di un numero fin troppo elevato di pozzi per supportare le risaie, naturalmente richiedenti una grande quantità d’acqua in zone in cui la siccità è molto forte. Le conseguenze maggiori e peggiori, si sono però riscontrate in Telangana e Rayalaseema, dove le condizioni climatiche sono legate a periodi estivi di estrema siccità e ai monsoni che non sempre scaricano una quantità d’acqua sufficiente. Nel corso degli anni si è verificato, infatti, l’esaurimento delle falde acquifere e la maggior parte dei pozzi si sono prosciugati. Oggi la popolazione dei distretti del Telangana soffre una costante mancanza di acqua potabile durante le estati di persistente siccità. Numerose famiglie di contadini, a causa delle condizioni climatiche avverse e del conseguente tracollo della propria produzione agricola, si sono trovate in condizioni economiche tragiche, incapaci nel poter rimborsare i prestiti bancari o pagare i mutui contratti in precedenza. In questo modo, sono aumentati negli ultimi anni i prestiti di usurai e di finanziatori privati, accrescendo contemporaneamente i costi di produzione, la coltivazione di prodotti che non vengono venduti o non comportano un diretto guadagno materiale e l’indebitamento continuo dei contadini. Sono in costante crescita i problemi legati al prosciugamento dei pozzi e alla mancanza di acqua potabile, nonché all’aumento degli oneri relativi al costo dell’energia elettrica uniti al ritiro dei sussidi statali per l’agricoltura. Oltre a tutto ciò, si è ampliato significativamente il costo delle coltivazioni che non rendono un adeguato ritorno alimentare ed economico effettivo e, per questo motivo, sono numerosi i casi di suicidi di agricoltori in Telangana, incapaci di pagare i crescenti debiti. In questo caso pesa anche il fattore sociale e la reputazione della famiglia nel villaggio o nella città: il suicidio è collegato all’onta nell’apparire economicamente falliti ed inefficienti di fronte alla società, come ad esempio mostrarsi inabili nel garantire il pagamento di un’adeguata dote per il matrimonio delle figlie. Il fattore legato ai programmi di irrigazione, uniti al controllo delle risorse idriche dei maggiori fiumi dell’Andhra Pradesh, collegati alla parallela crescita del settore agricolo della Coastal Andhra, sono tutti elementi base delle rivendicazioni indipendentiste dei partiti pro-Telangana, il più delle volte con slogan populisti a caccia di voti elettorali. Spinte autonomiste che sono molto forti nel distretto di Nizamabad.
Come in altre zone dell’India, la distribuzione di energia elettrica viene interrotta per alcune ore della giornata anche nel distretto di Nizamabad, vista la scarsità di acqua, insufficiente per un uso continuato di energia elettrica. Un importante contributo al fabbisogno energetico del distretto di Nizamabad è garantito dal Sriram Sagar Project o Progetto Pochampadu, “un’ancora di salvezza per una gran parte del Telangana”, come è stato definito dal quotidiano “The Hindu”. Si tratta di una delle dighe più importanti dell’area, situata a ridosso del fiume Godavari a nord di Nizamabad. Sriram Sagar è un progetto di irrigazione volto al soddisfacimento delle esigenze idriche dei distretti di Nizamabad, Karimnagar, Warangal, Adilabad, Nalgonda e Khammam. Fornisce di acqua potabile la città di Warangal e presenta un impianto per la produzione di energia idroelettrica. Oltre al fiume Godavari, sono inclusi nel progetto i canali di Kakatia, Laxmi e Saraswati. La Fondazione che diede nel 1957 l’avvio ai lavori per la costruzione della diga, non ancora del tutto completati, venne creata con il deciso contributo del Primo Ministro Jawaharlal Nehru. La capacità del Sriram Sagar Project è di 75 miliardi di piedi cubici e dispone di 42 paratoie.
Un altro bacino idrico di primaria importanza presente nel distretto, è il Nizamsagar, costruito lungo il fiume Manjira, un affluente del Godavari, situato tra i villaggi di Nizampet e Velganoor. La diga, costruita nel 1923 durante il governo di Mir Osman Ali Khan, sovrano del Regno di Hyderabad, soddisfa il fabbisogno idrico delle città gemelle di Secunderabad e Hyderabad.
Per quanto riguarda l’industria non vi è stato un significativo miglioramento nel corso degli anni nella zona, mentre il settore terziario cresce gradualmente. Alcuni settori chiave dell’industria, oltre all’industria informatica, farmaceutica e alla biotecnologia presenti ad Hyderabad, sono l’industria automobilistica, il tessile e la lavorazione del cuoio. Vi è un considerevole aumento delle istituzioni finanziarie, sia urbane che rurali. Costruzione, finanza, commercio, assicurazioni e immobiliare sono i settori lavorativi in costante crescita, i quali non potranno comunque continuare nella loro ascesa se l’agricoltura e l’industria non verranno sostenute adeguatamente, rimanendo nell’attuale condizione di stagnazione economica.
Le famiglie artigiane del Telangana sono state fortemente colpite dalle recenti politiche di liberalizzazione e dalla crescente concorrenza delle multinazionali. Il tessile, la sartoria, la ceramica e la falegnameria sono tutti settori artigianali un tempo traino dell’economia dell’area e attualmente fortemente in crisi. Anche nel caso degli artigiani, come ricordato per i contadini, vi sono numerosi casi di suicidi in Telangana. I villaggi dell’area sono caratterizzati da una significativa crisi che colpisce due settori trainanti dell’economia dei piccoli paesi: l’agricoltura e l’artigianato. L’emigrazione verso altre zone dell’Andhra Pradesh, soprattutto urbane, dell’India o all’estero rimane una delle soluzioni più ricercate, ma si sta registrando il contemporaneo sgretolamento di un intero sistema sociale; il decadimento della secolare industria artigianale locale non troverà ostacoli senza un adeguato piano di alternative.

La città di Nizamabad.
Il centro della città di Nizamabad e le vie adiacenti sono un coacervo di polverose e caotiche strade e stradine con un traffico incredibile ad ogni ora della giornata. Come in altre zone dell’India il traffico e il mancato rispetto del codice stradale rappresentano un importante problema. Non esistono diritti di precedenza, stop, sorpassi ordinati senza che arrivi qualcuno dall’altra parte, l’idea di inquinamento acustico. Il traffico è un unico immenso flusso, nel quale i guidatori non badano a possibili incidenti o al caos generato dal continuo strombazzare dei clacson. Il primo giorno, diretto in taxi dall’aeroporto di Hyderabad alla volta di Nizamabad, mi sembrava che si potesse fare un incidente in ogni momento del viaggio. Poco dopo però ho capito che quello è il modo di guidare in India e mi ci sono abituato senza avere più paura. Alla fine mi sembrava addirittura divertente, nonostante ora pensi a quanti possibili incidenti avrei potuto fare.
Un altro aspetto negativo legato al traffico caotico di Nizamabad è, purtroppo, l’alto tasso di inquinamento atmosferico. La città è intasata da un continuo andirivieni di auto, moto, camion, autobus, trattori e numerosissimi risciò a motore adibiti a taxi, i Tuc Tuc, chiamati in quest’area dell’Andhra Pradesh, Ato. Il considerevole numero di veicoli che attraversa la città quotidianamente e la cattiva qualità dei carburanti rendono l’aria per gran parte della giornata irrespirabile. La situazione è migliore nei vicini villaggi attorno alla città, dove l’aria è pulita e le giornate non sono disturbate dall’assordante traffico.
Un altro neo di Nizamabad è rappresentato dalla mancanza, in diverse zone della città, di un adeguato sistema fognario. Diversi settori della cittadina sono caratterizzati da fogne a cielo aperto adibite anche a discariche. Le abitazioni sono attigue, numerosi bambini giocano nelle vicinanze delle fogne mentre diversi animali lasciati girovagare liberamente cercano se c’è qualcosa da mangiare al loro interno.
Una delle attrattive di Nizamabad sono i mercati, in particolar modo numerosi la domenica, dove sono soprattutto esposti i prodotti naturali delle vicine campagne. Le vie del centro città sono occupate dai negozi ambulanti dei commercianti che espongono le proprie merci, per terra o sistemando i propri prodotti su tavole sistemate alla bene meglio. Uomini e donne vendono svariati tipi di prodotti: spezie di diverse qualità, peperoncini, pomodori, mango, uova, cipolle, patate…un insieme di cibarie e profumi provenienti dai piatti preparati sul posto per soddisfare ogni tipo di richiesta dei clienti.
La vivacità dei mercati della domenica di Nizamabad è possibile ritrovarla nella tradizionale fiera di maggio. L’exhibition è un evento importante per le serate degli abitanti della città. La sua durata è di tre settimane, durante la quale i commercianti della zona propongono le loro mercanzie, abiti, svariati accessori femminili, diversi oggetti e suppellettili per la casa, nonché giostre e divertimenti per bambini.
I siti religiosi indù e musulmani del distretto di Nizamabad.
La religione e la spiritualità hanno un ruolo fondamentale nella società indiana. A questo proposito, un’ulteriore importante attrattiva dell’area attorno a Nizamabad è rappresentata dalla numerosa presenza di svariati templi indù.
Uno dei luoghi sacri più importanti della regione è senza dubbio il tempio dedicato a Saraswati, dea della conoscenza, della musica e delle arti, nonché consorte di Brahma. Nei pressi di Nizamabad, a Basara, nel distretto di Adilabad, esiste uno dei templi più antichi dell’India dedicati a Saraswati. E’ considerato il secondo sito più importante in India riservato alla divinità dopo un simile tempio presente in Kashmir. Situato lungo la confluenza dei fiumi Godavari e Manjira, il sito ospita quotidianamente centinaia di visite di pellegrini, soprattutto giovani studenti, vista la protezione della dea riservata allo studio e all’educazione. “Akshara Gnana” è uno speciale rituale legato alla dea, che segna l’inizio della formazione educativa dei bambini. I devoti indù portano i propri figli poco prima di iniziare la scuola al tempio di Saraswati. Qui viene data ai bambini una pasta al sapore di curcuma, la quale, secondo la credenza, una volta ingerita offre la protezione di Saraswati alle corde vocali dei bambini, rendendo fruttifera la loro futura capacità di apprendimento. Il rito è accompagnato da successivi canti e preghiere dedicati a Saraswati. Molti giovani passano al tempio di Basara poco prima di iniziare il nuovo anno scolastico o nei giorni che precedono un difficile esame.
Gli abitanti dell’area hanno una devozione molto forte anche per Sai Baba, il guru operante a cavallo tra il XIX e XX secolo, considerato la reincarnazione di un’altra divinità, Dattatreya. Ci sono moltissimi luoghi religiosi dedicati al santo, venerato anche dai musulmani. A Nizamabad, uno dei più importanti templi dedicati a Sai Baba è quello che si trova a Madhav Nagar, quasi alla periferia della città. Nelle vicinanze del centro urbano, a Koratla, nel distretto di Karimagar, è presente un grande tempio dedicato a Sai Baba, considerato il più grande luogo religioso dedicato alla divinità dell’intera Andhra Pradesh.
La zona attorno a Nizamabad conta la presenza di altri due templi antichi, molto frequentati dai devoti indù e anche decisamente belli.
Il tempio di Navanatha Siddeswara si trova nella cittadina di Armoor, ed ha la particolarità di trovarsi al di sopra di una collina composta da grandi massi di pietra, altura naturale causata dall’azione millenaria di agenti atmosferici. Un’ulteriore caratteristica del tempio è che diverse parti di esso sono formate da una serie di cunicoli e anfratti naturali ricavati dalla peculiare conformazione della collina, caratterizzata da piccole grotte e gallerie naturali. Il luogo sacro è dunque totalmente immerso nella natura ed è senza dubbio un fresco riparo dalla calura estiva. Secondo la credenza degli abitanti indù della regione, le grotte sono ancora oggi abitate da due saggi venerati, Navantha e Siddha. Inoltre, sempre secondo i fedeli pellegrini, le acque che attraversano gli anfratti della collina sono considerate portatrici di poteri curativi di malattie croniche e disabilità gravi. All’aria aperta, al di fuori della piccola grotta, c’è un altro tempio, dedicato ad Hanuman, la divinità indù personificazione di saggezza, forza, giustizia e onestà. A proposito di Hanuman altri due templi importanti a lui dedicati si trovano a Kondagattu e alla periferia di Nizamabad. Il sito di Kondagattu ha la particolarità di avere al suo esterno una numerosa comunità di scimmie.
Un secondo tempio, molto importante per i fedeli indù della regione, si trova nel villaggio di Dichpally, a 15 km da Nizamabad in direzione di Hyderabad. Il tempio Ramalayam, risalente al XIII secolo e dedicato a Rama, fu costruito con pietre di basalto nero e bianche durante la dinastia Kakatya, regnanti nell’attuale Andhra Pradesh dal 1083 al 1323. Il tempio è adornato da favolose sculture, mentre le mura del sito sono decorate da raffigurazioni religiose provenienti dai Veda.
Un luogo sacro molto importante per i musulmani della zona è il Bada Pahad Dargah, letteralmente Moschea della Grande Collina. Situato a circa 30 km da Nizamabad, il luogo religioso musulmano è caratterizzato da un mausoleo dedicato al santo Syed Sadullah Hussaini, che si trova tra due colline, Varni e Chandur. La moschea è raggiungibile dopo aver attraversato una collina e un’impegnativa salita. Il sito è visitato quotidianamente da numerosi fedeli, molti dei quali offrono ad Allah il sacrificio di scalare la collina con pesanti carichi sulle spalle, portando offerte o recitando canti e preghiere durante il percorso.

Beedi e tella kallu.
Per quanto riguarda il mondo rurale, caratteristico di questa zona dell’Andhra Pradesh, è possibile scoprire una parte di esso passando una giornata in uno dei numerosissimi villaggi del distretto. Uno di questi è Suddulam, piccolo e tranquillo paese distante poco più di trenta chilometri da Nizamabad. In questo villaggio, così come anche negli altri vicini, oltre alla tradizionale produzione di beni agricoli, due importanti prodotti sono le sigarette e il vino di palma, chiamati in telugu beedi e tella kallu.
Il beedi è una sottile sigaretta molto comune in Asia meridionale, composta da scaglie di tabacco avvolte in una foglia di tendu, dyospiros melanoxylon, legata con una piccola corda ad una delle estremità della sigaretta. Il tendu è una specie di albero della famiglia delle Ebenaceae, nativo dell’India e dello Sri Lanka, le cui foglie hanno delle qualità naturali adatte a fare da perfetto e resistente involucro per il tabacco delle sigarette indiane. I beedi vengono preparati esclusivamente dalle donne dei villaggi e possono rappresentare, una volta venduti, una piccola entrata per l’economica familiare. La raccolte delle foglie di tendu, il trasporto e la successiva vendita sono, invece, lavori prettamente maschili. Questo tipo di sigarette sono molto popolari, assai poco costose e il loro uso supera fortemente quello delle sigarette convenzionali, aumentando però nello stesso tempo le probabilità di tumore al cavo orale e all’apparato respiratorio. I beedi contengono, infatti, il triplo di nicotina e monossido di carbonio, nonché il quintuplo di catrame rispetto alle sigarette convenzionali. Il problema è dato dal fatto che questo tipo di sigarette hanno una grande attrattiva, soprattutto da parte dei giovani e dai ceti economicamente più bassi, visto il suo basso prezzo (un pacchetto di beedi costa dalle 2 alle 8 rupie, dai 3 ai 12 centesimi di euro circa).
Oltre alla produzione familiare e locale, in diverse zone dell’India esistono numerose fabbriche di beedi, sigarette che vengono esportate in più di cento paesi al mondo. E’ noto come nella produzione di beedi venga sfruttato anche il lavoro minorile, non solo in casa, ma soprattutto nelle fabbriche.
Un altro prodotto che si può facilmente trovare nei villaggi e nelle città del Nord dell’Andhra Pradesh è il vino di palma, qui chiamato tella kallu. E’ una bevanda alcolica ricavata dalla linfa delle palme da cocco. La linfa viene estratta e raccolta in un cono, in genere è ricavata dai fiori recisi della palma. Il liquido bianco inizialmente raccolto è molto dolce e analcolico. La trasformazione in bevanda alcolica avviene dopo un processo di fermentazione del succo di palma. La fermentazione è molto veloce, nel giro di 24 ore il liquido è già alcolico e il tella kallu è pronto per la consumazione o la vendita. Nell’Andhra Pradesh, e in particolare in Telangana, kallu è una bevanda molto popolare, soprattutto nelle zone rurali. La produzione, distribuzione e vendita del kallu è prerogativa di una determinata casta, denominata Goud. Il vino di palma è legato a un importante business nelle città più grandi della regione ed è la tipica bevanda che accompagna il momento di riposo dal lavoro degli uomini.
Nell’Andhra Pradesh esistono due tipi di tella kallu, il thadi kallu e l’eetha kallu. Il primo è maggiormente alcolico, dolce al mattino e più aspro alla sera, mentre il secondo è più leggero e dolce. E’ molto comune nelle strade di campagna vicino a Nizamabad notare lungo i bordi della carreggiata i banchetti dei venditori di kallu, un fresco ristoro per i viaggiatori sotto la calura dell’estate. (di Francesco Brunello Zanitti)

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