Stefania Scarpa per Pangea
Stefania Scarpa per Pangea

Con il progetto “Jamila” Fondazione Pangea Onlus opera in Afghanistan dal 2003  nell’area urbana di Kabul e nei quartieri di periferia.
Il target a cui si rivolge l’associazione sono donne estremamente povere, analfabete, vedove, orfane con handicap, donne con famiglie molto numerose. Pangea lavora con coloro che hanno una professione, un talento o un’ idea lavorativa ma non hanno l’opportunità di realizzarla e guadagnare da vivere per se stesse e per la loro famiglia.
L’intento è di concedere microcredito, ovvero micro-prestito individualmente a donne che devono restituirlo nell’arco di un anno. La prima volta che si riceve microcredito l’ammontare oscilla tra i 100 e i 250 euro. Questa possibilità può essere rinnovata per un secondo e un terzo anno, in questo caso l’ammontare del prestito può arrivare fino ad una massimo di 500 euro. Per coloro che non hanno un’idea imprenditoriale e una professionalità, la Onlus, attraverso un centro donna di un’organizzazione locale, sostiene corsi educativi e corsi di sartoria per le donne. Al fine di garantire uno sviluppo olistico delle competenze e delle conoscenze delle donne afghane, Pangea ha organizzato per loro corsi di alfabetizzazione, di aritmetica, di igiene- sanitaria, di educazione civica e di diritti umani che le donne frequentano regolarmente per un anno. Dal 2008 le donne possono usufruire di un supporto sanitario in caso di malattia grazie alla facilitazione e all’accompagnamento che viene garantito loro da Pangea. Viene coperto il costo delle visite e dei medicinali di ogni malattia e viene data molta importanza alle visite ginecologiche e a tutti i controlli pre e post parto presso strutture sanitarie nazionali o private. Tutte le beneficiarie di microcredito partecipano ad incontri bimestrali per facilitare la socializzazione tra loro e per parlare e condividere i problemi che spesso tutte si trovano ad affrontare nel silenzio.
Ad oggi tutto il personale che gestisce il progetto Jamila è afghano ed è composto da donne. Loro sono state formate nel tempo dalla responsabile progetti di Pangea che è stata per due anni e mezzo in Afghanistan. Pangea nel 2007 ha chiuso l’ufficio italiano a Kabul ed ha continuato a lavorare in collaborazione con una organizzazione locale afghana, HAWCA, Humanitarian Assistance for Women adn Children of Afghanistan, finanziando il progetto e
supervisionandolo. Oggi lo staff afghano di donne  che era in Pangea continua ad implementare nella stessa
identica maniera il progetto in quanto sezione di microcredito dell’organizzazione HAWCA, in collaborazione con organizzazioni locali di donne quali AWRC, ASCHIANA, HPWO, ALWC.

Sono tutte associazioni con a capo direttrici donne che lavorano per l’eliminazione delle discriminazioni di genere e per migliorare la condizione femminile, sono tutte attente conoscitrici del tessuto sociale, dei limiti, delle contraddizioni e delle tradizioni culturali.

Aschiana è un’associazione che lavora con i bambini di strada, l’intento è quello di coinvolgere le madri dei bambini per risolvere il problema della povertà alla radice della causa, la famiglia. Appoggiarsi ai loro centri donna significa cautelare Pangea e le stesse beneficiarie in quanto circuiti protetti solo femminili.
Ad oggi si sono concessi 858 microcrediti e 839 donne hanno frequentato i corsi di sartoria dei centri. In totale 1697 donne hanno ricevuto nozioni di educazione sanitaria, di aritmetica, di alfabetizzazione, nonchè informazioni sulla  salute riproduttiva e sui diritti umani, e nel 2008 68 sono state le donne che hanno usufruito di un supporto economico alle spese mediche. Se calcoliamo che ogni donna ha un nucleo familiare di almeno cinque persone, il numero di beneficiari indiretti viene moltiplicato esponenzialmente e arriva a toccare oltre 8500 individui circa.
I risultati qualitativi sono evidenti nella vita di tutti i giorni e si evincono dalle riunioni bimestrali di socializzazione, nonché dalle inchieste di monitoraggio che lo staff di Pangea fa su tutte le beneficiarie:
1. Migliora lo standard educativo delle donne stesse che, dal momento in cui decidono di partecipare al progetto, devono anche impegnarsi a seguire i corsi di formazione e a tenere la loro contabilità;
2. I/Le loro figli/e cominciano ad andare a scuola, all’interno della famiglia finalmente si possono pagare le medicine e piccole spese, si mangia carne quattro volte al mese e non una.
3. Le donne diventano un esempio e un orgoglio per l’intera famiglia, sanno scrivere e fare i conti, la violenza familiare diminuisce e aumenta la stima in se stesse: sorridono e iniziano a pensare al futuro, risparmiano e seminano pace.
Migliorano la visione e la concezione discriminante e retrograda che si ha sul ruolo della donna nella società afghana, facendo delle donne un perno dello sviluppo e del benessere all’interno della propria famiglia e quindi della comunità.

Fondazione Pangea Onlus (www.pangeaonlus.org)

Leave a Reply

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.