Fondazione Pangea Onlus – Diario di Viaggio – India Gennaio 2013

Si è tanto sentito parlare di India nelle ultime settimane: della violenza contro le donne, delle manifestazioni popolari che chiedono giustizia, della volontà di rompere il muro di silenzio che per troppo tempo ha coperto abusi e vessazioni. Pangea opera in India dal 2007, per migliorare le condizioni di vita delle donne disabili degli slums di Calcutta e, a Koppal, per costruire un futuro diverso per le devadasi, ragazze costrette fin da bambine a prostituirsi a uomini delle caste più alte e ricche, per mantenere se stesse e la loro famiglia.
Dal 21 gennaio Fondazione Pangea è in viaggio, per vedere e raccontare quel che accade anche alle più vulnerabili, a quelle su cui raramente si accendono i riflettori dei media.

Ecco cosa ci scrive Simona Lanzoni direttrice progetti di Fondazione Pangea Onlus, attualmente in India con il presidente Luca Lo Presti.

Fondazione Pangea onlus- Foto di Ugo Panella

“India India arrivati da poco, ma ..ce ne siamo mai andati?? No……
Sono anni che ormai lavoriamo e ci interessiamo di questo paese dalle contraddizioni uniche, e ogni volta ci si rende conto di essere presenti nella coscienza in più posti contemporaneamente, i luoghi del cuore.
Siamo qui oggi per parlare della violenza sulle donne e le bambine, uno dei temi che ci ha guidato in questo paese da quando abbiamo iniziato a lavoraci…
Sono moltissime le iniziative che dal 2006 ad oggi ci hanno portato a sostenere tantissime attività con le nostre colleghe indiane dell’associazione AWSSO.
I risultati sono negli occhi delle donne che incontriamo oggi, Solika, Loki, Geeta… donne e bambine che dall’angolo buio di casa loro, che le teneva nascoste perché disabili e donne, quindi portatrici di malocchio e peso familiare, sono uscite alla luce del sole ed hanno imparato che sono esseri umani come tutti.
Oggi scendono in piazza perché non vogliono essere un’ombra sul muro né un corpo silente che subisce violenza, ma un mattone di consapevolezza scolpita che costruisce diritto e partecipazione nella loro comunità divenendo di esempio per molti uomini e donne.

Faccio un passo indietro…, il nostro viaggio è iniziato la scorsa settimana a Roma quando abbiamo incontrato alcune accademiche indiane e italiane che insegnano all’ università orientale della Sapienza di Roma e dell’Università di Kolkata, sugli ultimi eco che sono arrivati a noi in Italia da metà dicembre ad oggi sullo stupro di una giovane donna che ha causato rivolte di migliaia di donne e uomini nelle piazze delle maggiori città indiane. Oggi siamo a Kolkata, per parlarne con le donne dei progetti di Pangea e conoscere anche il loro punto di vista. In Particolare abbiamo incontrato Kuhu Das, la responsabile del progetto di Pangea, molto impegnata in attività di sensibilizzazione su questioni donne e disabilità.
“Calcutta si trova nello stato del West Bengala, lo stato in cui si registrano le percentuali maggiori di denunce per violenze sulle donne in India nel 2012.” ci dice Kuhu. Riflettendo con lei ad alta voce le dico “Avere il più alto tasso di violenze denunciate non vuole dire che sia per forza un dato negativo! Semplicemente c’è una mobilitazione e una presa di coscienza del fenomeno della violenza maggiore da parte delle donne che denunciano, mentre altri Stati indiani forse non sono da meno, anzi, ma non si denuncia quindi non si rileva il reato tanto quanto in West Bengala! L’omertà non è una prerogativa solo italiana, sul tema della violenza lo è per ancora non solo per gli uomini ma anche per troppe donne che spesso non sanno cosa fare, non trovano la forza di affrontarlal!!!”
In effetti basti pensare che in alcuni stati soprattutto del nord dell’India i dati relativi alle discriminazioni subite dalle donne sono altissimi, come anche l’uccisione dei feti femminili, malgrado sia una pratica messa fuorilegge dallo Stato nazionale Indiano, e invece sono ancora praticati (es.in Uttar Pradesh, o Rajastan).
Il dibattito sulla violenza viene intavolato…ma dobbiamo andare a trovare le donne e le ragazze che sono nei progetti, ci aspettano negli slum è meglio andarci con la luce del giorno, ed è già tardi!

Rimangono un po’ di interrogativi che cercheremo di sciogliere in questi giorni insieme a voi che ci seguite:
1.      Da un mese abbiamo rilevato un’altissima attenzione mediatica, a livello mondiale, sulle problematiche legate alla violenza contro le donne in India. Come si spiega questo fenomeno?
Quali sono le cause che hanno scatenato una rivolta tale sia per numero di gente che di città coinvolte, cosa c’è stato di diverso rispetto ad altre violenze che non scatenano l’indignazione…?
2.      come mai si è vista una partecipazione di uomini così alta nelle piazze, per manifestare contro la violenza, tutti insieme con le donne, cosa che ha stupito molte persone in Italia, visto che qui i nostri mondi maschile e femminile sono ancora poco comunicanti sul tema della violenza di genere malgrado i primi sforzi!!!
3.      Contiamo sempre più movimenti di donne indiani che hanno deciso di non rimanere più in silenzio e di denunciare le violazioni dei diritti delle donne cosa sta realmente succedendo??
4.      Questa rivolta avrà una continuità e delle conseguenze nel tempo sia a livello di mobilitazione della società civile sia a livello di leggi e percezione del problema?
5.      La crisi economica  centra qualcosa?
6.      Che aiuto possono dare alle donne organizzazioni internazionali come Pangea alle donne indiane?
7.      Quali sono le sue speranze per il futuro dell’India?
Forse vogliamo rispondere a troppe domande..ma meglio provare a farlo che restare solo a guardare! Seguiteci.”

Simona Lanzoni, direttrice progetti di Fondazione Pangea Onlus

Alcune testimonianze fotografiche da Calcutta e dal Centro Donne Disabili. Foto di Ugo Panella

2 Responses to "Il viaggio in India di Pangea Onlus. Le testimonianze…"

  1. Emanuele Confortin  12 giugno 2014

    Gentile Sig. Franco, per questa sua richiesta dovrebbe contattare direttamente Pangea onlus. Trova di seguito il contatto: http://www.pangeaonlus.org/
    Ringraziamo dell’attenzione e continui a seguire indika.

  2. Franco Rossi  3 maggio 2014

    Salve mi chiamo Franco Rossi, sono un pensionato di mezza età < ex funzionario di polizia < attualmente sono nel turismo internazionale a Isola del Giglio < Toscana < – data la mia disponibilità del tempo, vorrei essere utile a qualcosa nella società in particolare – aiutare la gente povera e indifesa dalla supremazia altrui. ho letto il vostro articolo e del valoroso compito che svolgete in alcune parti dell'india.. gradirei avere una vostra spiegazione nel caso io volessi pormi come volontariato – resto con interesse ad aspettare una vostra risposta. grazie e saluti Franco – contatti anche su skype < franco.rossi889 <

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