Di Davide Torri.

Manifestazione contro il governo, Islamabad, 15 gennaio 2013. (foto AP)

La Corte Suprema del Pakistan ha ordinato l’arresto dell’attuale Primo Ministro, Parvez Ashraf, assieme ad altre sedici persone. Il Primo Ministro dovrebbe comparire davanti all’alta corte domattina: e’ accusato di corruzione in relazione ad un progetto idroelettrico. Nove compagnie del settore avrebbero ottenuto finanziamenti statali per 22 miliardi di rupie, senza mai dare seguito ai lavori, tra il 2006 ed il 2008. In quel periodo, Ashraf ricopriva l’incarico di Ministro Federale per l’Acqua e l’Energia, ed era pertanto responsabile dei contratti tra Stato ed aziende private per la fornitura di energia elettrica.
Secondo la Associated Press, il portavoce del Primo Ministro ha dichiarato il mandato di arresto unn atto incostituzionale.
Il Presidente Asif Ali Zardari ha convocato una assemblea urgente, chiamando a raccolta tutti i partiti della coalizione di governo a guida PPP (Partito Popolare del Pakistan), per domani.
La notizia del mandato di arresto giunge in un momento particolare. In queste stesse ore, infatti,  il popolare leader religioso Tahrirul Qadri ha invitato il governo a dimettersi, mentre migliaia di oppositori si sono radunati davanti al parlamento di Islamabad.
Qadri, leader del Tehrik-i-Minhajul Quran (TMQ),  stava conducendo da tempo una battaglia contro la corruzione della classe politica, ed aveva indicato proprio le 11 di stamattina quale termine ultimo per le dimissioni del governo. “ Questo e’ l’inizio della rivoluzione – avrebbe d detto proprio stamani – durante un infuocato comizio, di fronte decine di migliaia di persone – resteremo qui fino a che il governo non accettera’ le nostre condizioni”.
La notizia del mandato di arresto del Primo Ministro potrebbe essere la scintilla in grado di infiammare una piazza gia’ tesa.

2 Responses to "Il Pakistan al bivio?"

  1. Davide Torri  18 gennaio 2013

    Rientra, almeno per il momento, la crisi in Pakistan. Nella giornata di ieri due eventi avevano fatto retrocedere le piu’ cupe prospettive che aleggiavano nei giorni passati. La prima era stato il rifiuto da parte del NAB (National Accountability Bureau, ufficio federale con poteri esecutivi istituito dal Gen. P. Musharraf nel 1999, e di fatto massima autorita’ pachistana in fatto di lotta alla corruzione) di procedere all’arresto del Primo Ministro: “Non ci sono prove a sufficienza per procedere ad un arresto”, ha dichiarato ieri Fasih Bokhari, presidenta del NAB, entrando in aperto conflitto con i giudici della Corte Suprema che solo due giorni prima avevano richiesto l’arresto del Primo Ministro Raja Raja Pervez Ashraf. E sempre ieri, il leader religioso Qadri, che poco prima aveva invitato esercito e magistratura a sollevare l’attuale governo dai suoi incarichi ed a formarne un altro ad interim, era stato a colloquio con un comitato designato dal governo per risolvere la questione, mentre nella piazza lo attendevano decine di migliaia di sostenitori, accampati li da tre giorni al termine della lunga marcia da Lahore ad Islamabad.
    Quella di Qadri pare, tuttavia, essere comunque una vittoria: al termine del meeting, infatti ha annunciato alla piazza, prima di invitare i suoi fedelissimi a tornare a casa, che il governo si dimettera’ novanta giorni prima delle elezioni, che il parlamento sara’ sciolto e che un nuovo governo ad interim per il periodo pre e post elettorale sara’ formato previa consultazione con tutte le forze politiche, verosimilmente attorno alla fine di Marzo.

  2. Emanuele  15 gennaio 2013

    Ottimo Davide, grazie per il tempestivo contributo. Molto preciso.

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