A cura di Francesco Brunello Zanitti
Brevi cenni storici

Mappa dell’Andhra Pradesh e le sue diverse regioni: Telangana, Rayalaseema e Coastal Andhra

Lo Stato indiano dell’Andhra Pradesh e la sua capitale, Hyderabad, sono attraversati negli ultimi anni da rivendicazioni autonomiste provenienti dalle aree settentrionali della regione e aventi come fine la creazione di una nuova entità statale, il Telangana. L’area comprende i dieci distretti settentrionali dell’Andhra Pradesh: Adilabad, Hyderabad, Khammam, Karimnagar, Mahbubnagar, Medak, Nalgonda, Nizamabad, Rangareddy e Warangal.
Gli abitanti di questi distretti e i numerosi partiti politici, fautori dell’autonomia del Telangana e attrattati dal malcontento popolare, nonché dai risvolti elettorali della questione, sostengono da anni che la crescita economica, sociale e culturale del nord dell’Andhra Pradesh sarebbe ostacolata dal governo centrale dello Stato, il quale indirizzerebbe proporzionatamente troppi fondi statali al sud. Inoltre, pesa enormemente la questione delle risorse idriche, già di per sè esigue, nella malaugurata ipotesi in cui monsoni del periodo giugno-settembre non provvedano con abbondanti piogge: il sud, secondo i distretti settentrionali, verrebbe in maniera proporzionale eccessivamente rifornito di acqua. A questo proposito, secondo gli abitanti del Telangana sarebbe meglio creare uno Stato più piccolo, maggiormente efficiente a garanzia dello sviluppo locale. Un altro motivo di tensione è dato dal fatto che la popolazione dei distretti settentrionali si sente non adeguatamente rappresentata da Hyderabad. Insomma, il problema, a differenza di altri casi dell’India, più che linguistico (in tutta l’Andhra Pradesh si parla il telugu), o etnico, riguarda essenzialmente questioni di carattere economico e politico. In questo quadro gioca un ruolo fondamentale la città di Hyderabad, polo economico di primo piano dell’India contemporanea e fulcro d’interesse di tutte le possibili soluzioni sul tappeto, la quale avrà senza dubbio una parte importante nell’effettiva divisione o meno dello Stato.

Breve storia della questione del Telangana.
I motivi per cui gli abitanti dell’area richiedono la creazione dello Stato di Telangana, problema che paralizza da giorni i lavori all’Assemblea dell’Andhra Pradesh, risalgono al periodo successivo all’indipendenza dell’India del 1947.
Nel 1948 lo Stato di Hyderabad, al cui interno esisteva già un’entità denominata Telangana, venne incluso nell’Unione Indiana in seguito ad un’azione militare della neonata India. Il Nizam di Hyderabad avrebbe voluto mantenere indipendente il suo Stato, ma attraverso l’azione militare denominata Operazione Polo, le forze armate indiane misero fine al dominio dei Signori musulmani sul Deccan.
Nel 1953 la States Reorganizazion Commission (SRC), apposito ente governativo, venne incaricata di redigere un programma di creazione delle nuove entità statali sottoposte all’Unione Indiana in base a criteri linguistici. Inizialmente la SRC era contraria a un’immediata fusione tra il Telangana e i distretti meridionali del vecchio Stato di Hyderabad, l’Andhra, nonostante i due territori condividessero la medesima lingua, il telugu.
Le preoccupazioni di base della popolazione del Telangana erano molteplici, ed alcune, come ricordato, sono presenti ancora oggi. Un primo problema, secondo gli abitanti dei distretti settentrionali, riguardava l’economia: la regione del Telangana era economicamente meno sviluppata rispetto al sud, ma con potenziali entrate fiscali maggiori. Il timore era che gli introiti statali venissero deviati per favorire la crescita economica solamente del sud del futuro Stato. Un’ulteriore questione concerneva i progetti d’irrigazione legati ai due fiumi del Telangana, Godavari e Krishna, tema scottante, ancora oggi al centro delle discussioni sulla possibile nascita del nuovo Stato. Il timore maggiore della popolazione era che gli abitanti del nord non avrebbero avuto in proporzione benefici dai programmi teorici sull’irrigazione, nonostante le sorgenti dei due fiumi si trovino in territorio Telangana. Un ultimo problema era legato alle possibilità di carriera nel settore pubblico e nell’istruzione: essendo la popolazione dell’Andhra maggiormente istruita di quella del nord, avendo avuto accesso ai livelli più alti di istruzione sotto il governo britannico, la gente del Telangana temeva che ciò avrebbe generato una sorta di concorrenza sleale per l’ottenimento di un posto a concorso nel settore pubblico dello Stato.
Il primo ministro dell’Andhra e il Partito del Congresso locale erano però favorevoli all’unificazione, seguendo logiche di opportunismo politico.
Viste le preoccupazioni della popolazione, nel 1955 l’Assemblea dell’Andhra promulgò una risoluzione nella quale veniva stabilita l’esistenza di specifiche garanzie future per il Telangana, per la sua popolazione e lo sviluppo dell’area. In base a queste promesse e grazie anche alle pressioni dei vertici del Partito del Congresso, i rappresentati del Telangana e le autorità dell’Andhra siglarono nel 1956 quello che venne definito il Gentlemen’s Agreement, l’accordo per l’unificazione delle due regioni. Nello stesso anno il governo centrale di Delhi sancì ufficialmente la fusione delle due aree, dando vita allo Stato dell’Andhra Pradesh, con capitale Hyderabad.  E’ da ricordare come il Primo ministro Jawaharlal Nehru fosse inizialmente scettico di fronte alla possibilità di un’unificazione, vedendo in essa una forma di espansionismo imperialista. Paragonò, inoltre, la nascita dell’Andhra Pradesh a un’alleanza matrimoniale, nella quale erano già visibili i sintomi di un possibile divorzio nel caso in cui una delle due parti avesse spinto per la rottura definitiva dell’alleanza.
Le rivendicazioni per la nascita dello Stato di Telangana sono cessate fino alla fine degli anni ’60, per poi riprendere vigore nel corso degli anni ’70, ’80 e ’90. Secondo gli abitanti dei distretti settentrionali, il Gentlemen’s Agreement era stato tradito e non si erano mai poste le basi per la messa in atto delle promesse istituzioni speciali per lo sviluppo dell’area.
Particolarmente violente furono le rivendicazione e manifestazioni di piazza a cavallo tra gli anni ’60 e ’70, guidate dal partito Telangana Praja Samithi (TPS). Il leader più importante del movimento politico fu Mari Chenna Reddy, il quale divenne successivamente per due volte primo ministro dell’Andhra Pradesh, grazie agli ottimi risultati ottenuti nei distretti del Telangana. Un altro partito nacque nel 1982 denominato Telugu Desam Party (TDP), fondato da N. T. Rama Rao, fondamentale per le future rivendicazioni del movimento pro-Telangana.
Il movimento indipendentista ha ripreso forza nel corso degli anni 2000, soprattutto negli ultimi due anni. L’ultimo decennio è stato anche caratterizzato dal proliferare di partiti politici aventi come fine il medesimo obiettivo, la nascita dello Stato di Telangana: nel 2001 venne fondato il Telangana Rashtra Samithi (TRS) guidato da Kalvakuntla Chandrashekar Rao. Nel 2008 da una costola del TDP nacque il Nava Telangana Praja Party (NTPP). Nello stesso anno la star di Tollywood Chiranjeevi fondò un’altra entità politica, il Praja Rajyam Party (PRP). Anche il BJP, il maggiore partito d’opposizione al Congresso, sostiene da anni la nascita del Telangana. E’ da ricordare, inoltre, come durante le ultime elezioni politiche del 2009 tutti i partiti politici si siano espressi a favore del Telangana, o quantomeno della definitiva risoluzione della decennale questione, molto probabilmente strumentalizzando il problema in cerca di voti.

Il riemergere delle rivendicazioni per il Telangana e la Srikrishna Committee on Telangana.
Tra la il 2009 e il 2010 la situazione è peggiorata con il riacutizzarsi delle richieste di separazione e nascita del nuovo Stato. Si sono susseguiti scontri violenti tra manifestanti e polizia, scioperi generali, barricate, feriti e morti. L’agitazione ha attraversato sia le città che le campagne, ma è stata particolarmente forte ad Hyderabad e soprattutto nelle università della capitale. I maggiori partiti a favore del Telangana si sono riuniti in un’unica organizzazione denominata Joint Action Committee (JAC), per rafforzare le proprie richieste di autonomia e organizzare manifestazioni congiunte. Anche l’organizzazione islamica indiana Jamaat-e-Islami Hind, attraverso la sua ala studentesca presente ad Hyderabad, Students Islamic Organisation of India, sostiene le rivendicazioni della popolazione dei distretti settentrionali dell’Andhra Pradesh.
In seguito al riemergere delle violente rimostranze dei manifestanti pro-Telangana, il ministro degli Interni P. Chidambaram annunciò alla fine del 2009 che il governo centrale indiano avrebbe iniziato in pochi mesi il processo di divisione dell’Andhra Pradesh con la nascita del nuovo Stato. La decisione provocò però le proteste dei rappresentanti degli altri distretti dell’Andhra Pradesh, il sud, la regione denominata Rayalaseema, e le zone costiere dello Stato, Coastal Andhra o Andhra, rendendo la situazione ancora più intricata.
A questo proposito il governo di Delhi decise nel febbraio 2010 per l’instaurazione di una speciale commissione, la Srikrishna Committee on Telangana, presieduta dall’ex ministro della Giustizia B. N. Srikrishna. L’obiettivo finale era quello di dare un parere governativo ufficiale sulla questione Telangana mediante un’analisi storica, economica, politica, culturale della regione con la consultazione dei diversi protagonisti della questione, dei partiti politici e delle organizzazioni legate alla società civile. I risultati della commissione con le possibili proposte di soluzione e con le valutazioni sugli effettivi benefici di ciascuna di esse sono stati resi pubblici lo scorso 6 gennaio. In conclusione, la commissione valuta l’esistenza di sei possibili soluzioni (l’intero rapporto di 505 pagine in pdf è scaricabile dal sito internet del quotidiano “The Hindu”   http://www.thehindu.com/multimedia/archive/00338/Full_report_on_Tela_338904a.pdf):
1)    Mantenimento dello status quo, nessun cambiamento nello Stato dell’Andhra Pradesh, in Telangana, Seemandhra (unione di Rayalaseema e Coastal Andhra).
2)    Divisione dell’Andhra Pradesh in due entità statali, Seemandhra e Telangana, con Hyderabad trasformata in Union Territory autonomo. E’ una proposta che prende come modello il caso di Punjab-Haryana-Chandigarh. Hyderabad rimarrebbe capitale per entrambi gli Stati per il presente, in vista dello sviluppo di proprie capitali per il futuro.
3)    Divisione dell’Andhra Pradesh in due Stati: Rayala-Telangana con capitale Hyderabad e ad est il Coastal Andhra.
4)    Divisione dell’Andhra Pradesh in Seemandhra e Telangana con la metropoli di Hyderabad trasformata in Union Territory separato e autonomo. Il territorio autonomo di Hyderabad avrebbe collegamenti geografici e continuità territoriale con il sud-est e le zone costiere, in particolare con il distretto di Guntur, attraverso il distretto di Nalgonda; mentre con il sud sarebbe collegata al distretto di Kurnol, in Rayalaseema, attraverso il distretto di Mahboobnagar.
5)    Divisione dell’Andhra Pradesh in Telangana e Seemandhra secondo i confini esistenti con Hyderabad capitale del Telangana e Seemandhra con un un’altra capitale.
6)    Mantenimento dell’unità statale con la creazione per legge di un’entità denominata Telangana Regional Council per lo sviluppo socio-economico e politico della regione di Telangana.
Secondo la prospettiva della Commissione quest’ultima opzione è la più valida, considerato il fatto che il governo di Delhi valuta il mantenimento dell’unità statale come la soluzione migliore per soddisfare gli interessi di tutte le diverse regioni dell’Andhra Pradesh.
Sta di fatto che la popolazione dei distretti settentrionali dell’Andhra Pradesh non accetta la mancata nascita del nuovo Stato. Le continue agitazioni dell’ultimo mese dimostrano come la decennale questione del Telangana sia ancora una volta foriera di tensione e instabilità nella regione, con una definitiva soluzione ancora lontana. La JAC, insoddisfatta dai risultati e dalle proposte della Commissione Srikrisha, ha proposto il boicottaggio del sistema statale dell’Andhra Pradesh con la creazione di un movimento di non-cooperazione, caratterizzato da scioperi, organizzazione di continue manifestazioni, mancato pagamento di tasse e biglietti dei trasporti pubblici.
E’ da ricordare, comunque, che parte della popolazione della città di Hyderabad, simbolo assieme ad altre centri urbani del sud dell’India, come Bangalore e Chennai, della crescita economica indiana degli ultimi anni, non ha intenzione di unirsi alle rivendicazioni della parte settentrionale dello Stato, per i timori legati a possibili ripercussioni economiche negative.
Infine, non sono da sottovalutare le conseguenze politiche dell’intera vicenda per l’unità dell’India stessa. L’eventuale divisione dell’Andhra Pradesh deriverebbe da discrepanze di tipo economico, a differenza delle recenti creazioni di altri Stati, dove le diversità erano di tipo etnico o linguistico. In questo modo altri territori potrebbero spingere per rivendicazioni autonomistiche secondo criteri sociali ed economici o per mancati accordi per l’accesso alle risorse, in particolar modo idriche. Delhi potrebbe trovarsi di fronte a possibili tensioni interne, che potrebbero degenerare in manifestazioni di violenza, in un momento in cui è necessaria la stabilità, sostegno alla crescita dell’India, potenza economica del futuro con un ruolo sempre più considerevole nelle relazioni internazionali. (Articolo di Francesco Brunello Zanitti)

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