di Francesco Brunello Zanitti

Il 2012 vedrà la nascita di una nuova rivista che si occuperà di studi geopolitici.   L’intento primario di questa nuova rivista è quello di favorire un ampio dibattito sulla politica estera in Italia, tenendo come punto di riferimento i ricordati mutamenti del contesto internazionale.

In un’epoca di passaggio da un mondo unipolare a un contesto internazionale multipolare sempre più complesso diventa necessario interrogarsi se in Italia esista un ampio dibattito geopolitico, indispensabile strumento strategico per il futuro del paese. Stiamo attraversando una fase di transizione dopo un ventennio di unipolarismo statunitense, in seguito alla quale inizierà molto probabilmente uno scenario globale multipolare dalle conseguenze ancora incerte. Contemporaneo al declino economico statunitense e dell’Europa, i cui esiti sono ancora imprevedibili, sono emersi nuovi centri di potere, soprattutto in Asia. Negli ultimi anni la Russia sta tornado a ricoprire un ruolo di primo piano a livello internazionale, mentre nello stesso tempo si è consolidata l’ascesa economica della Cina, probabile nuova superpotenza del futuro, la cui economia, secondo le previsioni, dovrebbe superare nei prossimi decenni quella di Washington. L’India sta assumendo un nuovo ruolo a livello globale, malgrado le difficoltà nel tentativo di mantenere una politica equilibrata tra i diversi poli e le perduranti sfide interne. La Turchia ha adottato negli ultimi anni una politica estera descritta sovente come “neo-ottomana”, garante di un ruolo regionale sempre più forte che ha comportato una crisi nei rapporti con l’alleato israeliano; un ruolo regionale sempre più preponderante è evidente anche per l’organismo del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG), ma soprattutto del Qatar, mentre nello stesso tempo, poco distante dalle nostre coste, il Nord Africa e il Vicino Oriente sono stati teatro della cosiddetta “Primavera araba” le cui conseguenze sono ancora in corso. L’area vicino-orientale è caratterizzata dal sempre più accesso confronto sul nucleare tra Israele e Stati Uniti da una parte e Iran dall’altra, collegato alla crisi siriana e alla storica competizione all’interno del mondo islamico tra sciiti e sunniti. Un confronto che coinvolge non solo gli attori regionali, ma interessi economici e geopolitici a livello mondiale, fattore lampante non solo nel Vicino Oriente, ma anche in Asia Centrale e Africa. In quest’ultimo continente si fronteggiano influenze diverse, in particolare occidentali e cinesi; la fine del regime di Gheddafi s’inserisce in questo scenario di crescente competizione. L’America Latina sta attraversando una fase non solo d’intensa crescita economica, se si pensa soprattutto al Brasile, ma anche un momento storico favorente una maggiore e interessante cooperazione macro-regionale. La stessa integrazione economica, di difficile realizzazione, è ricercata nel sud-est asiatico, altro grande teatro di contrapposizione soprattutto tra Cina e Stati Uniti. Siamo di fronte dunque a una fase di transizione, a uno storico momento di svolta con la nascita di un contesto multipolare dove gli equilibri sono in costante cambiamento. Le conseguenze future non sono certe, visto che Washington rimane ancora, seppur nettamente indebolita rispetto a un decennio fa, l’unica superpotenza del globo, soprattutto a livello militare(1).
L’Italia, in vista di questi considerevoli cambiamenti, quale strategia adotterà in politica estera per il proprio futuro? Senza dubbio la fase che stiamo attraversando necessita un’analisi approfondita, non solo per un aspetto di tipo culturale e di mera informazione fine a sé stessa. E’ necessario, infatti, che le questioni internazionali tornino a ricoprire un ruolo di primo piano nel dibattito pubblico italiano anche per comprendere quali strategie dovranno adottare l’Italia e l’Europa, quest’ultima sempre più vicina all’implosione piuttosto che a un’effettiva integrazione. Malgrado si tratti di una disciplina nata già numerosi decenni fa, la geopolitica manca ancora di una definizione unica e, soprattutto nel nostro paese, non ricopre quello spazio necessario anche in ambito accademico.
Il 2012 vedrà la nascita di una nuova rivista che si occupa di questa importante disciplina, Geopolitica, la rivista ufficiale dell’Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (IsAG). L’intento primario di questa nuova rivista è quello di favorire un ampio dibattito sulla politica estera in Italia, tenendo come punto di riferimento i ricordati mutamenti del contesto internazionale. Questa rivista e l’IsAG intendono la disciplina geopolitica non solamente ristretta all’ambito classico delle “relazioni internazionali”, ma coinvolgente una serie di “discipline ausiliarie”, come le scienze geografiche, storiche, economiche, etnografiche e strategiche. L’analisi avviene mediante un rigoroso metodo storico, elemento fondamentale per comprendere i mutati contesti del divenire, differenti a seconda di circostanze ed epoche storiche. I fattori geografici, storici, economici, etnografici, antropologici, religiosi, militari, politici sono tutti strumenti indispensabili per comprendere appieno il contesto internazionale e, nel particolare, l’azione in politica estera di un determinato paese. Questi strumenti, mediante un’analisi de-ideologizzata e scientifica, sono i mezzi più adatti per una corretta analisi geopolitica, senza pre-concetti e mantenendo un approccio il più possibile super partes.
Geopolitica, diretta da Tiberio Graziani e Daniele Scalea, si avvale del contributo di una schiera di ricercatori associati all’IsAG, i quali fanno parte della redazione della rivista. Geopolitica dispone anche di un Comitato Scientifico di livello internazionale e si tratta, inoltre, della prima rivista italiana di geopolitica con revisione paritaria. L’ambizioso obiettivo è quello di diventare il punto di riferimento per studiosi, appassionati e addetti ai lavori della disciplina. La rivista si avvale anche di un portale informativo, quotidianamente aggiornato con commenti e analisi dei più importanti temi legati all’attualità.
Il primo numero di Geopolitica, edito dalla Avatar Éditions, è in uscita tra i mesi di marzo e aprile e sarà dedicato ai vent’anni della Federazione Russa, ritornata ad essere un importante attore contemporaneo nel modificato contesto internazionale.

L’istituto promotore della rivista, IsAG, primo ente italiano di geopolitica, è nato a Roma nel 2010. Si tratta di un istituto no-profit, i cui strumenti per i propri obiettivi sono molteplici. «I ricercatori associati, disseminati per l’Italia e non solo, unitamente a co-operare all’avanzamento degli studi geopolitici» mediante la rivista ufficiale, organizzano o partecipano a seminari, «conferenze ed incontri in giro per l’Italia»(2) in modo da favorire la conoscenza delle ricerche realizzate dall’istituto.
L’approfondimento dei temi trattati nella rivista è rafforzato da ulteriori pubblicazioni realizzate in collaborazione con varie case editrici e su cui è apposto il marchio dell’IsAG. I più recenti libri pubblicati dall’IsAG sono Capire le rivolte arabe. Alle origini del fenomeno rivoluzionario di Pietro Longo e Daniele Scalea; Progetti di egemonia. Neoconservatori statunitensi e neorevisionisti israeliani a confronto di Francesco Brunello Zanitti.
L’IsAG unitamente ad offrire la possibilità di collaborazione, organizza stage in telelavoro con percorsi formativi adatti agli interessi e alle ambizioni dei tirocinanti; inoltre, esiste la possibilità che i tirocini vengano convertiti in crediti formativi universitari. L’IsAG è già ente convenzionato con l’Università la Sapienza di Roma e l’Università di Torino (facoltà di scienze politiche).
A testimonianza della crescita dell’istituto, «dal 2011 l’IsAG è partner del World Public Forum “Dialogue of Civilizations” (WPF), un organo deliberativo-consultivo che promuove l’incontro d’organizzazioni, personalità, studiosi, religiosi e uomini d’affari provenienti da tutto il mondo. Lo scopo è quello di favorire il dialogo tra le civiltà e proteggere i valori spirituali e culturali dell’umanità»(3).

Francesco Brunello Zanitti, ricercatore dell’IsAG e autore del libro “Progetti di egemonia“.

(1) Daniele Scalea, Scenari globali per il 2012: come sta cambiando il mondo, “geopolitica-rivista.org”, 31 gennaio, 2012.
(2) L\’IsAG, primo istituto italiano di geopolitica, “geopolitica-rivista.org”, 28 dicembre 2011.4
(3) http://www.istituto-geopolitica.eu/partners.

5 Responses to "Geopolitica: la nuova rivista dell’IsAG"

  1. Anna  7 marzo 2012

    Eurasia “sotto mentite spoglie” non direi, visto che Eurasia esiste ancora. Per il resto, basterà attendere l’uscita e poi valutare. In questa presentazione non ci vedo nulla di “estrema destra”.

  2. Davide  6 marzo 2012

    Lungi da me l’idea di interpretare il pensiero altrui, ma forse LuceLontana aveva notato che gran parte dei collaboratori di ‘Geopolitica’ ha collaborato in passato con ‘Eurasia’. E che entrambe sono pubblicate da piccole case editrici contigue agli ambienti dell’estrema destra.

  3. Emanuele Confortin  5 marzo 2012

    Gentile Luce Lontana, ringrazio per il commento ma condivido la replica di Francesco. Ad essere sincero, qualcuno potrebbe additare Eurasia come una replica di Limes.. il mondo è piccolo, e come dicono in India è pure “una spirale” dove tutto torna

  4. Francesco Brunello Zanitti  2 marzo 2012

    Cara LuceLontana, non mi sembra corretto giudicare un lavoro prima della sua uscita. Tra marzo e aprile sarà pubblicato il primo numero di Geopolitica e potrà verificare, nel caso in cui lo vorrà naturalmente, come sarà la rivista. Così come il carattere inedito degli articoli pubblicati. Ad oggi, il lavoro dell’IsAG negli ultimi mesi, così come un comitato scientifico con personalità di riconosciuta fama penso che rappresentino un’ottima garanzia. Che cosa le fa pensare che sia una copia di Eurasia?

  5. LuceLontana  28 febbraio 2012

    Ma non sarà mica la copia spiccicata di Eurasia.. sotto mentite spoglie?? Aiuto…

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