Di Ylenia D’Alessio

Mi piacerebbe cominciare questo articolo con le parole di Manlio Villano, maestro di pratiche orientali e organizzatore dell’evento “Oriente Tibet”: “Si possono creare eventi di grande cultura anche in piccoli paesi come questo”. Sì, perché Angri è un piccolo paese in provincia di Salerno conosciuto per lo più per il suo panorama naturalistico – il monte Cerreto, meta di amanti del trekking-  e quello agricolo – coltivazione e conserve di pomodori.
Ma accanto a questi ve n’è uno completamente nuovo e fertile, quello dello studio e della ricerca interiore.

Dall’8 al 10 giugno si è tenuto un festival di arte e filosofia orientale presso una sede molto suggestiva, il castello Doria, un’occasione per diffondere la cultura dell’Est e sostenere il popolo tibetano.
La kermesse è stata organizzata dall’associazione Aryes Nadir a cura di Manlio Villano, noto maestro di Yoga e Arti Marziali. Una tre giorni fitta di eventi che hanno preso il via con i protagonisti Kalsang Dolker (presidente della comunità tibetana in Italia) e Claudio Cardelli (documentarista Rai e presidente dell’associazione Italia-Tibet).
Durante la prima giornata, il castello ha ospitato monaci Zen del monastero “Il Cerchio”, al piano terra massaggi Shiatsu e Reiki e workshops tematici a cura dell’associazione “Aryes”. Successivamente è stato proiettato il docu-film di Martin Scorsese “Kundun” e a fine serata, a mezzanotte, una meditazione zen di gruppo.  Nel frattempo, all’interno, era possibile assistere a una mostra di quadri e di bonsai.
La seconda giornata, invece,  è stata concepita all’insegna dello Yoga, permettendo a chiunque volesse, di praticare sull’erba all’interno del fossato del castello insieme al Maestro Roberto Mattei (Shri Ananda Shiva). Mentre i bambini si divertivano a colorare enormi mandala, i più grandi si sono calati in un’atmosfera di pace e concentrazione grazie agli insegnamenti del maestro.
La giornata è poi terminata in maniera brillante, con la presentazione al pubblico di un altro aspetto dell’arte del corpo indiana, la danza. Nello specifico la danza del tempio del Sud dell’India, del Tamil Nadu: la danza Bharatanatyam.
La danzatrice e ricercatrice Marialuisa Sales, ha allietato tutti i presenti con coreografie sognanti che hanno incantato i conoscitori e affascinato i neofiti. Tra note di sitar e tabla, tintinnii di ghungroo, la nostra danzatrice ha espresso attraverso il corpo, le espressioni del viso, racconti sacri.

Il festival è stato davvero un momento di meditazione: anche nei più piccoli posti si trovano germogli, anzi fiori pronti a sbocciare. Con la speranza di poter partecipare ad eventi del genere più frequentemente, senza dover sempre spostarsi in centri nevralgici, spesso e volentieri troppo lontani.

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