Indika ha il piacere di pubblicare il contributo di Ylenia D’Alessio sulla presentazione del libro “Sari in Cammino. L’India non è (ancora) un paese per donne” (Castelvecchi Editore). Una storia del tutto femminile, sia nello sguardo di chi scrive e racconta, sia nei protagonisti dei racconti…in cammino.

Valeria Fraschetti vive a Roma. Anni fa decide di lasciare il proprio paese per trasferirsi per due anni in India, per conoscere un popolo attraverso la sua professione: il giornalismo.
Come tante altre, Valeria lavora come free-lance per varie testate nazionali, forse è proprio questo che la spinge ad allontanarsi per un po’ da un paese occidentale come l’Italia che non riconosce più la cultura e l’informazione come tasselli indispensabili per la formazione di un popolo.
Durante la permanenza in India, la giornalista ha l’opportunità di viaggiare, conoscere luoghi più o meno celebri all’immaginario occidentale, ma soprattutto di toccare con mano situazioni sorprendenti quasi sempre legate al genere femminile.
Durante queste ricerche e studi, l’autrice predilige la forma del reportage, l’incontro di persona degli  intervistati e decide di mettere in moto il senso principale del giornalista, quello dell’osservazione, come lei stessa dichiara. È dopo una quantità di interviste raccolte nei luoghi più disparati, dal centro della capitale, alle foreste degli adivasi (lett. “aborigeni”), che le viene proposto di collezionare tutto il lavoro in un libro.
Così nasce “Sari in Cammino. L’India non è (ancora) un paese per donne” edito da Castelvecchi Editore.

Qualche sera fa ho avuto il piacere di partecipare alla presentazione del libro presso l’Associazione EvaLuna di Napoli e di conoscere di persona l’autrice. Valeria Fraschetti è una donna minutina, dallo sguardo vivace che ti scruta con dolcezza, il sorriso che le dà un’aria genuina e spontanea, aspetti che però non celano la forza e l’intraprendenza del suo carattere, la determinazione che l’ha guidata nella decisione di partire verso un paese tanto lontano quanto complesso, documentarlo e tornare in Italia per renderci partecipi.
Come lei, le sue donne raccontate nel libro sono solerti e industriose, ribelli ed eversive ad un sistema che le vuole mogli e madri devote.
“Sari in cammino” già nella prima parte del titolo dà una pennellata di speranza attraverso l’idea di una sari che non si ferma ma è dinamica, coadiuvata dall’immagine di copertina di due piedi femminili sporchi e rugosi, eppur adornati da cavigliera e anelli, che camminano l’uno dinanzi all’altro.
Concetto di speranza confermato dal sottotitolo “L’India non è (ancora) un paese per donne”; proprio l’uso di quell’avverbio di tempo ci offre la speranza di un cambiamento, di un passo avanti  verso una coscienza di genere.

Le donne intervistate dalla Fraschetti, infatti, sono donne che non si sono lasciate sopraffare dalla legge machista (riconosciuta o meno) della famiglia, della società o della tribù ma si sono divincolate da un ruolo che stava loro stretto.
Il reportage si apre con la storia di Mitu Khurana, una donna che ha cominciato a lottare per le sue figlie ancor prima che queste nascessero; la sua storia è quella di una donna di alta estrazione sociale –lei è medico- che viene data in moglie ad un uomo della sua stessa casta e professione ma che, nonostante ciò, viene trattata come un mero medium per procreare figli maschi e dare seguito alla famiglia. Attraverso la storia di Mitu viene affrontato il tema degli aborti selettivi, il cancro dell’uccisione di feti femminili ancora troppo presente in una società che, fino a qualche anno fa, invitava le donne ad abortire con annunci come “Spendi 500 rupie oggi per risparmiarne 50.000 domani”.
Ma Mitu, non si lascia abbattere da tentativi di “persuasione” anche violenti e porta avanti la gravidanza, nove lunghi mesi che danno alla luce due gemelle. Oggi Mitu è l’esempio di una donna che non si è sentita in colpa per aver concepito una bambina, anzi due, ma una donna orgogliosa di essere mamma e libera.
Il nastro rosa si srotola man mano raccontando di bambine boxeur, di giovani donne arruolate con la violenza nell’esercito naxalita e con la violenza sessuale intimate a restarci, di spose bambine mancate per continuare a studiare, di reporter dalit che aiutano donne analfabete a uscire dalla loro cieca realtà, di indiane della upper class che diventano stiliste o  attrici di film extra-moenia di Bollywood.
Ad esempio Smita. Non è un’adivasi, né una dalit, né una donna vittima del suo uomo, però lo è di una cultura che opprime la sua creatività fin da bambina. Valeria Fraschetti la incontra nel suo atelier di moda ad Hauz Khas Village, il quartiere vintage e trendy di Delhi, per parlare di moda e tendenza.
La tendenza tradizionale vuole una Smita in sari ma lei, già con la divisa della scuola gioca a creare shorts e minigonne fino a crescere e frequentare la scuola di moda a Milano. Torna a Delhi e frequenta locali e discoteche come in occidente; Smita ha rapporti prematrimoniali, fuma hashish e usa la pillola del giorno dopo. Anche lei sovverte un sistema ipocrita e sceglie di esprimere la propria personalità.
E’ il caso, ancora, di Nandita Das, bellissima attrice dal fascino di velluto che sceglie all’iper-visibilità della finestra di Bollywood quella dei film di impegno sociale. L’antidiva, come la definisce l’autrice, non crede nella fabbrica dei sogni, né che la produzione colossale di film di Mumbai possa aiutare la popolazione distraendola, anzi, prova con le sue interpretazioni a mantenerla attenta, a risvegliare le coscienze di persone assopite da anni di politici-burattinai molto agili.

L’India di “Sari in Cammino” non è l’India dei luoghi comuni, non è la donna orientale sinuosa né quella mendicante per strada, non è Gandhi e non è yoga, è la testimonianza di donne che lottano per trovare un proprio posto nella società, è testimonianza dell’autrice che si attiva per rivendicare il suo di posto nella sua società, è la testimonianza di una speranza che non accenna a spegnersi ma ad alimentarsi autonomamente come fuoco sacro.

Momento della presentazione del libro “Sari in Cammino” presso l’Ass. EvaLuna di Napoli. Da sinistra: Amedeo Maiello, professore di Storia dell’India contemporanea presso l’Università “L’Orientale” di Napoli; Valeria Fraschetti, autrice del libro e Johanne Solis, presidente della Coop. Kasbah.

2 Responses to "Eventi. Presentazione del libro “Sari in cammino”."

  1. federica  4 febbraio 2012

    bravissima Yle:articolo davvero interessante!!! devo leggere assolutamente il libro!

  2. Ilaria  24 gennaio 2012

    Brava Ylenia;)
    Bell’articolo ( e bell’evento!!)
    Ilaria

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