Oggi l’Ansa ha pubblicato una notizia curiosa e interessante sull’India, che vi proponiamo qui di seguito.

New Delhi, 1 Aprile 2010. Dopo 10 anni l’India si conta di nuovo, ma questa volta lo fa prendendo nome e cognome di circa un miliardo e 200 milioni di abitanti. Da oggi inizia la raccolta dei dati per il Censimento 2011, che permettera’ di avere statistiche aggiornate sulla popolazione che, secondo l’ultimo conteggio del 2001, era di un miliardo e 28 milioni. I cittadini dovranno fornire informazioni su famiglia, casa, istruzione, lavoro, religione, e per la prima volta anche su telefonini e internet, ma non sull’appartenenza alle caste, come invece avrebbero voluto coloro che chiedono di rivedere le politiche avanzate del governo in questo campo. La novita’ principale di questa gigantesca operazione di conteggio e’ che, per la prima volta nella loro storia, gli indiani non saranno solo un numero, ma saranno identificati. Il censimento servira’ infatti a costruire su computer un’anagrafe nazionale o National Population Register, in base alla quale sara’ possibile entro il 2013 rilasciare una carta di identita’ con fotografia e impronte digitali a tutti i cittadini di eta’ superiore a 15 anni.

E’ questo l’ambizioso progetto che il governo ha affidato a Nandan Nilekani, ex dirigente di Infosys, considerato uno degli artefici del miracolo informatico indiano. Oltre a dare un’identita’ a decine di milioni di indiani che non hanno neppure un certificato di nascita, la banca dati della popolazione permettera’ di attuare politiche sociali e anti poverta’ piu’ mirate. Ma consentira’ anche ad esempio ad una larga fascia di popolazione ”senza volto” di entrare in un mondo prima ad essa sistematicamente precluso: l’apertura di un conto bancario o la sottoscrizione di una polizza assicurativa. La raccolta dei dati anagrafici e’ stata definita dal ministro dell’Interno Palaniappam Chidambaram ”uno dei piu’ grandi esercizi di conteggio nella storia dell’umanita”’ che coinvolgera’ 2,5 milioni di funzionari e volontari che andranno in 240 milioni di case, dagli slum di New Delhi e Mumbai, alle baite dell’Himalaya fino alle capanne delle tribu’ delle isole Nicobare. Per l’operazione si serviranno di sistemi GPS e perfino delle mappe di Google. Il sito internet ‘Census India’ spiega che le operazioni sono divise in due fasi.

La prima servirà a censire le abitazioni ed identificare gli occupanti. Saranno consegnati due formulari in 16 lingue, uno giallo con 35 parametri relativi alla condizione abitativa (per esempio la disponibilita’ di elettricita’ e servizi igienici) e uno rosa per l’anagrafe. Questa fase iniziera’ con il primo scaglione di Stati e si concludera’ a giugno, prima del monsone. La prima ad essere censita sara’ la presidente della repubblica, Pratibha Patil, nel suo lussuoso palazzo Rashtrapati Bhavan. La seconda fase, invece, sara’ condotta in modo simultaneo dal 9 al 28 febbraio 2011 e sara’ dedicata al conteggio puro e semplice delle persone. Il censimento, il 15/o dal 1872 e il settimo dopo l’indipendenza del 1947, costera’ al governo 22 miliardi di rupie, circa 363 milioni di euro.

CENSIMENTO, I NUMERI DELLA MEGA-OPERAZIONE – Non a caso il Censimento 2011 indiano è stato definito dal ministro dell’Interno Palaniappam Chidambaram “uno dei piu grandi esercizi di conteggio nella storia dell’umanità”. Un vero esercito di 2.542.934 funzionari di vario rango affronterà i 35 Stati indiani, attraversando i 640 distretti, percorrendo le vie di 7.742 città, raggiungendo con ogni mezzo 608.786 villaggi per chiedere le generalità ad una popolazione stimata di 1,2 miliardi di persone. Decisi a raggiungere il loro obiettivo, gli esperti governativi cercheranno di censire anche i guerriglieri maoisti che si muovono nella selva nord-orientale indiana.

“Se si presenteranno per fornire i loro dati – ha assicurato il sottosegretario all’Interno G.K. Pillai – avranno immunità e non saranno arrestati”. Per fare questo opereranno nel territorio indiano fino alla fine di settembre, per dedicarsi successivamente all’elaborazione dei dati, e permettere la conclusione dello sforzo fra il 9 ed il 28 febbraio 2011. Dovendo garantire il buon successo dell’operazione, il governo ha stanziato la somma di oltre 363 milioni di euro, con cui saranno pagati gli stipendi degli operatori e saranno acquistate anche le 11.631 tonnellate di carta necessaria per raccogliere e trattare i dati.

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