Al settimo congresso del partito maoista nepalese si decide in questi giorni la nuova linea del partito.

Di Davide Torri

Pushpa Kamal Dahal (Prachanda) saluta i delegati al settimo congresso a Hetauda. Foto: Bikram Rai.

Dopo la scissione maturata nel giugno 2012, con la ‘rinascita’ del CPN-M (Partito Comunista Nepalese –Maoista) di Mohan Baidya in aperta opposizione con la leadership  del U-CPN-M di Dahal (Prachanda) e Bhattarai, il movimento comunista nepalese si appresta a nuovi cambiamenti.
Liberatosi dell’ala piu’ intransigente del partito, l’ex leader guerrigliero costretto a barcamenarsi con una base irrequieta ed un parlamento riottoso, si appresta, forse, a compiere una svolta decisiva in senso riformista. Sono queste le indiscrezione che giungono da Hetauda, dove il settimo congresso generale dell’U-CPN-M si e’ riunito in questi giorni, a porte chiuse, per discutere la linea politica del futuro prossimo venturo.
Circa 3500 delegati sono giunti da tutto il Nepal per eleggere la nuova leadership del partito e dare allo stesso una nuova linea politica
Sessantuno gruppi di discussione parteciperanno alla stesura del nuovo documento politico  sulla base dei suggerimenti della base, ma pare che la principale direttrice sia stata dettata da un documento di P. K. Dahal, che propone di abbandonare la “guerra popolare di lunga durata”, fino a ieri principale linea-guida del partito, in favore di una “rivoluzione in seno al capitalismo” per giungere al socialismo: la crescita economica come via privilegiata verso gli obiettivi rivoluzionari.
In una intervista al quotidiano Kathmandu Post,  Bahadur Bogati, un membro del comitato centrale ha per sommi capi sintetizzato cosa sta accadendo: il settimo congresso si tiene a 21 anni dal precedente. Fu nel 1991 che il partito maoista decise di abbracciare la linea della “guerra popolare di lunga durata”, mettendola poi effettivamente in pratica dal 1994. La situazione e’ molto cambiata da allora: adesso si tratta di avanzare verso il socialismo consolidando l’ordinamento repubblicano, realizzando il federalismo e incentivando la crescita economica del paese. La linea adottata nel 1991 ha dato i suoi frutti, ma il partito non puo’ rimanere ancorato al passato e la linea deve evolversi a seconda della situazione. Secondo alcuni osservatori, Bhogati potrebbe essere presto nominato il nuovo leader del U-CPN-M.
Paradossalmente, proprio mentre da Hetauda giungono voci in questo senso (il documento finale verra’ reso pubblico solamente alla fine del Congresso, tra 4 giorni) a Kathmandu le opposizioni, guidate da Nepali Congress e CPN-UML, continuano le proteste contro il governo Bhattarai ed il suo esecutivo, che non esitano a dichiarare “totalitario, anti-democratico e anti-popolare”: “Ci batteremo fino alla fine contro questo governo che cerca di imporre al paese un sistema autoritario a partito unico” ha annunciato il presidente del Nepali Congress Sushil Koirala al termine di una manifestazione di protesta.
Parlando al congresso generale ad Hetauda, invece, P.K. Dahal ha invitato le opposizioni a stemperare il clima di tensione e a creare un ambiente ideale per permettere al paese di uscire dallo stato di impasse politica in cui e’ caduta la Costituente. Per fare cio’, ha detto Dahal, il partito e’ pronto ad accettare l’ipotesi di un governo tecnico guidato da un candidato indipendente. Il primo Ministro Bhattarai, a sua volta, si e’ detto pronto alle dimissioni per permettere nuove elezioni.

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