Google propone mappe personalizzate per freddare le polemiche sulle contese territoriali tra India e Cina. Ecco l’interessante servizio uscito sul Corriere della Sera di sabato.
Si sempre più serrato il confronto sui confini tra Pechino e New Delhi. Mentre la Cina continua l’attività di delegittimazione dell’autorità indiana in Kashmir, il governo indiano risponde con l’acquisto di ingenti armamenti da concentrare lungo i confini contesi. Intanto Myanmar e Nepal si schierano dalla parte cinese, assieme al Pakistan.
La mano iniandiana dietro gli attentati che stanno sconvolgendo il Pakistan. L’accusa giunge come un fulmine a ciel sereno dal ministro dell’Interno pakistano Malik. Pesanti critiche anche per l’ossessione indiana nei confronti del terrorismo pakistano. Mentre si avvicina il primo anniversario degli attentati di Mumbai, si accende il confronto sul tema del terrorismo.
L’India si prepara a subire nuovi attentati terroristici simili a quelli dello scorso novembre a Mumbai. A dare l’allarme è stato il premier Singh, intervenuto ieri nel corso di un incontro con i comandanti delle forze di sicurezza indiane. Non è solo il terrorismo però a minacciare l’India, ma si sommano le guerre non convenzionali e le diverse militanze (religiose e politiche). Per fronteggiare le minacce, Singh chiede addestramenti specifici per le forze armate, e promette nuovi armamenti.
Si fa pesante la crisi diplomatica tra governo indiano e cinese. La Cina accetta di cooperare con il Pakistan nella realizzazione di nuove infrastrutture nell’Azad Kashmir. Agli occhi di New Delhi (e non solo), si tratta di una pericoloso legittimazione dell’autorità pakistana in quella parte della regione, oggetto di 3 guerre e di un’interminabile contesa tra India e Pakistan. Pechino dal canto suo critica le strategie politiche del governo Singh in Arunachal Pradesh, considerato territorio spettante alla Cina.
Cari amici, dopo settimane di attesa, ho potuto finalmente rendere pubblico quello che posso considerare il mio vero reportage sul Kashmir. Trattandosi del servizio pubblicato in questi giorni dalla rivista East (www.eastonine.it, che vi invito a leggere. La trovate in libreria e nelle principali edicole), ho giustamente dato l’esclusiva, tenendo il tutto nell’archivio di Indika, aspettando giungesse il momento di pubblicarlo. Non è stato un lavoro facile per una miriade di ragioni, soprattutto durante la raccolta delle informazioni. Spero comunque sia utile a voi tutti iscritti alla newsletter, così come agli altri frequentatori di Indika, per conoscere qualcosa in più su uno dei più cruenti conflitti d’Asia. Benvenuti i commenti, di tutti.