Il BJP, principale partito di opposizione, nomina Nitin Gadkari come nuovo presidente. Dopo la batosta delle ultime Elezioni Generali, la Destra indiana cerca di risollevare la testa e lo fa partendo da un giovane. L’analisi su Indika.it
Il premier Manmohan Singh smorza le tensioni con il Pakistan, promettendo un riavvicinamento e la riapertura del dialogo di pace. Chiede però “maggiore impegno” nella lotta al terrorismo. La posizione ‘forte’ conquistata da Singh e i suoi con la sonora vittoria alle elezioni, permette di lavorare a nuove strategie nei confronti di Islamabad, senza il pericolo di ricevere accuse per le “posizioni deboli” verso il rivale di sempre. Il Kashmir resta un’icongnita.
Finalmente nota la formazione definitiva del nuovo governo Indiano. Il ‘Manmohan Team’ è composto da 78 ministri, per quello che rappresenta il governo più numeroso della storia dell’India. Dopo i festeggiamenti e la dovuta riorganizzazione, è il tempo di affrontare le sfide di quello che si preannuncia un mandato cruciale per il futuro dell’India. Ecco le incombenze principali.
E’ caos in Kashmir dopo la morte di un giovane studente, ucciso dalle forze di sicurezza indiane nel corso di una manifestazione contro la presenza indana nello stato. Almeno 25 i feriti, ma gli scontri continuano, con sassaiole e tensioni in tutta la capitale Srinagar. Si tratta della più importante manifestazione anti-indiana del 2009, cui hanno preso parte 200 mila persone. Ecco l’aggiornamento e alcuni spunti di riflessione.
E’ uscita in queste ore l’intervista realizzata da Angelo D’addesio ad Emanuele per Il Paroliere. Si tratta di un confronto a ‘ruota libera’ che dalle elezioni indiane passa alla guerra civile in Pakistan, arrivando alla (definitiva?) disfatta delle Tigri Tamil in Sri Lanka. Ecco il link al testo, realizzato dal giovane blogger e giornalista pugliese, che nelle ultime settimane ha ascoltato e riportato più voci sulla ‘questione’ indiana.
Nel corso di un incontro con la stampa, il premier indiano Manmohan Singh ha ribadito la volontà del Congresso di attuare le riforme promesse in campagna elettorale. Mentre il partito presieduto da Sonia Gandhi guarda al futuro, per il BJP non resta che ammettere i propri sbagli, a partire dagli eccessi di una campagna elettorale incentrata sul fondamentalismo hindu.
Il popolo indiano punta su posizioni moderate, lo dimostrano i risultati delle Elezioni Generali, con il Congresso e il Centrosinistra in crescita rispetto al 2004. Male la Destra hindu, con meno 45 seggi, così come la Sinistra, meno 34. Ecco i numeri definitivi, con le grafiche della nuova Lok Sabha.
Il Congresso vince le elezioni generali del 2009. Manmohan Singh si riconferma primo ministro della più popolosa democrazia mondiale. Diversamente da quanto si credeva, la maggioranza dei seggi alla 15esima Lok Sabha è netta, con il BJP staccato di molto. In India inizia la festa, ecco l’aggiornamento