Oltre la facciata folcloristica dell’India che tutti conosciamo, al di là dell’Incredible India cui ogni anno milioni di turisti stranieri puntano, per “ritrovare se stessi” o lasciarsi andare nelle atmosfere di pace, sacralità e misticismo promesse dai tour operator, si nasconde una realtà difficile e talvolta brutale, lontana un milione di chilometri dall’ahimsa (nonviolenza) di Gandhiana memoria. Ne è la prova il crescente numero di abusi e stupri commessi nel paese, aumentati del 678% dal 1971 ad oggi, e riguardanti nel 25% dei casi dei minorenni. Colpa di un sistema castale che crea frustrazione e rabbia sociale? Colpa forse di un sistema legale approssimativo e facilmente aggirabile? Fatto sta, mentre il mondo segue “la Corsa dell’Elefante” e tutta la speculazione che ne segue, l’India non riesce ancora a fare i conti con se stessa per sciogliere i nodi che rendono quanto mai fragile e fittizia la più sorprendente democrazia mondiale.